Arci Numero Verde

Numero Verde per i richiedenti asilo e rifugiati : 800 905 570

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I MIGRANTI SBARCATI A LAMPEDUSA NON VOGLIONO ESSERE IDENTIFICATI IN ITALIA E NON C’E’ DA STUPIRSI!

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foto da: ansa.it

In Italia il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ha attualmente la disponibilità di circa 5mila posti: troppo pochi a fronte degli aventi diritto (solo nel 2012 – anno tra l’altro in cui si è registrata una brusca diminuzione – le domande d’asilo presentate ammontavano a 15.710).

La maggior parte dei richiedenti asilo e titolari di una forma di protezione non gode di un’accoglienza di qualità e i migranti che arrivano ne sono sempre più consapevoli.

Quindi perché stupirsi? L’Italia, sebbene registri uno dei tassi più alti di riconoscimento, non ha dato sostanza alla protezione che offre sulla carta. L’Italia non è un paese a misura di rifugiato ed è comprensibile che chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e a cimentarsi in viaggi fatti di soprusi e violenze, lotti per raggiungere una meta più sicura.

I migranti sono riusciti ad ottenere che non venissero prese loro le impronte sull’isola: hanno vinto la loro piccola battaglia.

L’Italia ha perso. Ha perso in partenza. L’Italia perde ogni volta che non garantisce i diritti fondamentali di queste persone. L’Italia perde ogni volta che permette che rifugiati e rifugiate siano costrette a dormire nelle stazioni, sotto i ponti e i sottopassaggi, nelle occupazioni senza luce e senza acqua. L’Italia perde ogni volta che permette che la procedura per il riconoscimento dello status duri anni, ogni volta che si intoppa la macchina dei rinnovi, ogni volta che i comuni negano l’iscrizione anagrafica.

L’Italia ha perso perché è un paese da attraversare e non nel quale restare.

E perde la nostra democrazia perché nega diritti fondamentali, produce ingiustizie e alimenta il razzismo.

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Comunicato stampa su ENA dopo la riunione del Tavolo di Coordinamento Nazionale

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Emergenza Nord Africa: ancora nessuna certezza sulla sorte dei profughi

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

 

Si è svolto ieri pomeriggio, presso il Ministero dell’Interno,  l’incontro del Tavolo di coordinamento nazionale sull’emergenza Nord Africa (ENA). Per la prima volta, al Tavolo è stata invitata anche l’Arci, in quanto associazione tra le più diffuse sul territorio e che si occupa dell’accoglienza di un gran numero di stranieri. Il prefetto Pria (capo dipartimento Libertà civili del Ministero), che coordina il Tavolo, preso atto delle osservazioni avanzate dalle principali associazioni sulle criticità della gestione dell’ENA, ha cercato di affrontarle una per una.

Nel complesso, le risposte sono state però generiche e hanno riguardato solo alcuni dei punti sollevati. La motivazione dell’indeterminatezza starebbe nel ritardo con cui le prefetture stanno centralizzando i dati relativi all’accoglienza, rendendo per ora impossibile una valutazione delle risorse da stanziare e quindi degli impegni che il ministero può assumersi.

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Circolare 1424/2013 del Ministero dell’Interno sulla fine dell’ENA

La circolare 1424 del 18/02/2013 del Ministero dell’Interno ufficializza che non ci sarà nessuna ulteriore proroga dell’accoglienza dei cittadini stranieri dell’Emergenza Nord Africa, che terminerà il 28 febbraio 2013.

E’ prevista quale misura di uscita dalle strutture di accoglienza la corresponsione di 500€ pro capite.

La Questura può rilasciare un “titolo di viaggio” a chi ha ottenuto un permesso per motivi umanitari e non può avere un passaporto dalle autorità del suo Paese, dopo aver verificato che non abbia pendenze verso la giustizia o obblighi familiari.

Tra le misure volte a favorire i percorsi di uscita vengono ricordati i programmi di rimpatrio volontari e assistiti gestiti dall’OIM.

Riguardo ai miniori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, il Ministero può stanziare 2,5 milioni di euro  per rimborsare, tramite le prefetture, gli enti locali delle spese di accoglienza “dalla formalizzazione della domanda di asilo e sino all’inserimento nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”.

testo della circolare: http://www.stranieriinitalia.it/images/circointerno19feb2013.pdf

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