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Numero Verde per i richiedenti asilo e rifugiati : 800 905 570

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Rifugiati Siriani, vittime della fortezza Europa. Il comunicato della Rete Euromediterranea per i diritti dell’uomo

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In vista del Consiglio degli Affari Esteri della UE del 21 ottobre prossimo, la Rete Euromediterranea dei diritti dell’uomo ( REMDH ) chiede alla UE e ai suoi stati membri di assicurare a tutti i rifugiati provenienti dalla Siria la protezione internazionale sul suo territorio.

La REMDH è infatti preoccupata delle difficoltà che i rifugiati siriani devono superare per avere accesso alla protezione e per beneficiare dei diritti che discendono dallo status di rifugiato, garantiti dalla Convenzione di Ginevra del 1951.

Anche se il nuovo regime d’asilo comune europeo prevede la protezione temporanea in caso di afflusso massiccio per conflitti e nonostante la crisi umanitaria che attualmente coinvolge la Siria, gli Stati Europei tardano ancora ad attuare una politica di protezione.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ne ha registrato più di 2 milioni provenienti dalla Siria e stima in 4,25 milioni il numero dei profughi interni. I paesi della regione hanno aperto le loro frontiere al 97% e la grande maggioranza di questi rifugiati si è insediata in Giordania, Turchia, Libano, Irak ed Egitto. I rifugiati siriani vivono in modo precario tra la popolazione locale e abitano in campi dove è limitata la libertà di circolazione.

Questi paesi non riescono da soli a far fronte alla crisi umanitaria, come ha più volte ribadito l’HCR. In questi ultimi tempi detti, non sono nemmeno più in grado di provvedere ai bisogni primari (sanità, cibo alloggio ) dei rifugiati, duramente provati da due anni di guerra. Le comunità di accoglienza sono attraversate da gravi tensioni. In Egitto, in particolare, le discriminazioni, gli arresti arbitrari ed i respingimenti verso la Libia, la Turchia, la Siria sono diventati pratiche quotidiane. Continua a leggere…

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Nuovo Regolamento Dublino III

ueLo scorso 29 giugno la Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato il Regolamento (UE ) N. 604/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione).

L’attuale regolamento, comunemente noto come “Regolamento Dublino III”, che sostituisce il precedente Regolamento Dublino II del 2003, è entrato in vigore il 19 luglio 2013 e verrà applicato alle domande di presa e ripresa in carico presentate dal 1 gennaio 2014.

Per visionare il testo integrale del Regolamento, cliccare sul seguente link: regolamento dublino III

Accolti numerosi ricorsi avverso il riconoscimento della protezione internazionale

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ARCI

EMERGENZA NORD AFRICA

ACCOLTI NUMEROSI RICORSI AVVERSO IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

Arrivano le prime risposte dei ricorsi avverso i dinieghi del riconoscimento di una forma di protezione internazionale per numerosi profughi della guerra in Libia. Il diritto d’asilo è un diritto soggettivo, l’ARCI non ha smesso mai di ricordarlo anche laddove ha chiesto un intervento emergenziale per coloro che scappavano dalle bombe. Molti ragazzi e ragazze, soprattutto dell’Africa occidentale, erano in Libia perché costretti a lasciare il proprio Paese d’origine. Tutti coloro che dopo il conflitto hanno raggiunto l’Europa e quindi l’Italia sono profughi e aventi diritto alla protezione umanitaria ma molti di loro aggiungono a questa condizione l’impossibilità di fare rientro a casa perché in grave pericolo. L’ARCI li ha sostenuti nella presentazione di ricorsi e il Tribunale di Roma sta riconoscendo loro il diritto a una forma di protezione internazionale (internazionale o sussidiaria).

In allegato n.3 sentenze utili di tre cittadini di nazionalità diversa (guineana, nigeriana, ivoriana) depositate rispettivamente ad ottobre 2012, dicembre 2012 e gennaio 2013.

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