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Numero Verde per i richiedenti asilo e rifugiati : 800 905 570

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ENA – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 28/02/2013

Disciplina della cessazione delle  misure  umanitarie  di  protezione temporanea concesse ai cittadini dei Paesi del Nord Africa  affluiti nel territorio nazionale nel periodo 1°  gennaio  –  5  aprile  2011.

decreto13marzo2013

Gli articoli nel presente decreto vertono su:

– Cessazione delle misure di protezione umanitaria

– Casi di esclusione dai rimpatri

– Modalità di attuazione dei programmi di rimpatrio assistito

– Disposizioni finanziarie

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Circolare 1424/2013 del Ministero dell’Interno sulla fine dell’ENA

La circolare 1424 del 18/02/2013 del Ministero dell’Interno ufficializza che non ci sarà nessuna ulteriore proroga dell’accoglienza dei cittadini stranieri dell’Emergenza Nord Africa, che terminerà il 28 febbraio 2013.

E’ prevista quale misura di uscita dalle strutture di accoglienza la corresponsione di 500€ pro capite.

La Questura può rilasciare un “titolo di viaggio” a chi ha ottenuto un permesso per motivi umanitari e non può avere un passaporto dalle autorità del suo Paese, dopo aver verificato che non abbia pendenze verso la giustizia o obblighi familiari.

Tra le misure volte a favorire i percorsi di uscita vengono ricordati i programmi di rimpatrio volontari e assistiti gestiti dall’OIM.

Riguardo ai miniori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, il Ministero può stanziare 2,5 milioni di euro  per rimborsare, tramite le prefetture, gli enti locali delle spese di accoglienza “dalla formalizzazione della domanda di asilo e sino all’inserimento nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”.

testo della circolare: http://www.stranieriinitalia.it/images/circointerno19feb2013.pdf

Emergenza Nord Africa: occorrono subito risposte concrete. L’Arci scrive al ministro Cancellieri

 

Il 28 febbraio è la data ultima fissata dal ministero degli Interni per la scadenza dell’accoglienza prevista con la c.d. Emergenza Nord Africa (ENA).

Migliaia di persone titolari di protezione umanitaria rischiano quindi di trovarsi fra pochi giorni per strada, prive di qualsiasi forma di assistenza, a carico di amministrazioni locali, già in difficoltà per i tagli continui e non in grado di far fronte alle necessità senza un supporto dello Stato.

Nonostante le ripetute segnalazioni fatte pervenire al ministro dalle organizzazioni sociali, da Anci, Upi e Regioni, nessun intervento concreto è stato predisposto per consentire una chiusura dignitosa del programma. Ci troviamo quindi ancora una volta di fronte a una situazione che rischia di diventare esplosiva per la sua drammaticità e per il numero di persone che coinvolge.

L’Arci, che in molte regioni gestisce progetti ENA, ha inviato oggi una lettera al ministro Cancellieri in cui chiede che venga prorogata l’accoglienza per quanti sono ancora in attesa di regolare permesso di soggiorno o lo hanno appena ottenuto, per i nuclei familiari con minori, per coloro che necessitano di assistenza sanitaria o psicologica.

Chiede inoltre che, attraverso un contributo economico, venga facilitato il percorso di uscita dai centri, adottando criteri univoci in tutte le città, non lasciandoli all’iniziativa dei singoli o al caso. Chiede infine che venga rilasciato, ove necessario e utile al percorso di autonomia delle persone, un titolo di viaggio contestualmente al permesso per motivi umanitari.

L’assenza di misure in tal senso vanificherebbe gli sforzi di tante comunità locali e organizzazioni che si sono prodigate nella solidarietà alle migliaia di profughi dalla guerra in Libia.

Servono risposte urgenti, la cui efficacia sarebbe sicuramente migliorata da un’interlocuzione diretta con tutte le associazioni di tutela che nell’ENA sono stati coinvolte e con le quali è mancata finora qualsiasi forma di consultazione nelle sedi appropriate.

La stessa preoccupazione è testimoniata dalla richiesta avanzata dall’Anci, insieme all’Upi e alla Conferenza delle Regioni di inserire questa tematica come punto al’ordine del giorno della Conferenza unificata che si terrà nella giornata di domani.

Le decisioni vanno prese adesso, senza farsi scudo delle prossime elezioni per tentare di rinviarle al governo che verrà. In gioco c’è il destino di tante persone, scappate da un paese in guerra e arrivate in Italia con la speranza di un futuro.

 

fonte: arci.it

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