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In Italia diminuiscono le richieste di asilo.Il nostro Paese conferma la tendenza a respingere le persone in cerca di protezione

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Le richieste di asilo in Italia nel corso del 2012 sono diminuite della metà, a fronte di una crescita che in alcuni paesi europei ha raggiunto anche il 41 %: questo il quadro presentato dal rapporto sulle domande d’asilo nei paesi industrializzati pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).

I dati rappresentano l’ennesima conferma di un Paese che respinge chi chiede protezione sia impedendo l’accesso sul territorio nazionale che, per i pochi che riescono a metter piede in Italia, rendendo complesso l’accesso alle procedure per la richiesta di protezione.

Il rapporto diffuso parla chiaro: il numero di domande di asilo in Italia è sceso a 15.700, meno della metà del 2011, a fronte delle 64.500 – quattro volte di più – della Germania.

Questo brusco calo è specchio della qualità di un sistema che non garantisce il diritto d’asilo. Il modo in cui è stata gestita l’Emergenza Nord Africa ne è la dimostrazione: a un mese dalla fine delle misure adottate per far fronte all’emergenza sono ancora migliaia le persone che aspettano di sapere che fine faranno. L’Italia è un paese che di fatto migranti e richiedenti asilo evitano, consapevoli del fatto che chi chiede asilo ha molte possibilità di finire per strada.

Si tratta di uno dei capitoli più tragici della stagione della guerra ai migranti che speriamo questo Paese possa chiudere presto. Il primo atto concreto in questa direzione deve essere una legge quadro per il diritto d’asilo, con un fondo nazionale che consenta un’accoglienza dignitosa per tutti i richiedenti asilo, come prevede la legge e come avviene nella gran parte dei Paesi europei.

Su questo chiediamo oggi un impegno preciso alle forze che siedono in Parlamento e al prossimo governo.

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ENA – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 28/02/2013

Disciplina della cessazione delle  misure  umanitarie  di  protezione temporanea concesse ai cittadini dei Paesi del Nord Africa  affluiti nel territorio nazionale nel periodo 1°  gennaio  –  5  aprile  2011.

decreto13marzo2013

Gli articoli nel presente decreto vertono su:

– Cessazione delle misure di protezione umanitaria

– Casi di esclusione dai rimpatri

– Modalità di attuazione dei programmi di rimpatrio assistito

– Disposizioni finanziarie

Chiusura Emergenza Nord Africa – Circolare Ministero dell’Interno, 01/03/13

bimbaIl testo riporta quanto discusso durante il Tavolo di Coordinamento Nazionale dello scorso 27 Febbraio (che ha visto la partecipazione dell’Arci) sulle situazioni di criticità presenti in alcune realtà e sulle misure da applicare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Sui minori non accompagnati richiedenti asilo: si ribadisce quanto riportato nella nota 1424 del 18 febbraio, quindi la copertura finanziaria per l’accoglienza di questa categoria oltre il 2 marzo. Si preannuncia un approfondimento attraverso una nota congiunta Ministero dell’interno/Ministero del Lavoro che arriverà nei prossimi giorni.

Sulle categorie vulnerabili: si chiarisce cosa si intende per vulnerabili e si allarga tale categoria anche alle famiglie con bambini/e. Per queste categorie l’accoglienza continuerà anche dopo il 2 marzo 2013. Sulle risorse si specifica che saranno disponibili non appena sarà completata la rilevazione dei fondi già spesi,  sulla base delle presenze al 21 febbraio.

Altre categorie: la circolare specifica che avranno diritto all’accoglienza dopo il 2 marzo anche le persone in attesa di essere ascoltate dalle commissioni territoriali, coloro che sono in attesa per ricorso, quanti aspettano ancora il permesso di soggiorno e il titolo di viaggio.

La frase che chiude la circolare lascia aperta la possibilità di prorogare, per un periodo limitato e da concordare caso per caso, la presenza dei profughi esclusi da queste categorie. Si dice infatti: “Inoltre, le prefetture che hanno segnalato la necessità di completare le procedure relative alla c.d. “misure per favorire percorsi d’uscita”, dovranno comunicare il numero di persone interessate alla data del 2 marzo 2013 e il tempo occorrente alla loro definizione.”

link della circolare del 1 marzo: Chiusura emergenza umanitaria nota 1 marzo 2013

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