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Numero Verde per i richiedenti asilo e rifugiati : 800 905 570

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Chiusura Emergenza Nord Africa – Circolare Ministero dell’Interno, 01/03/13

bimbaIl testo riporta quanto discusso durante il Tavolo di Coordinamento Nazionale dello scorso 27 Febbraio (che ha visto la partecipazione dell’Arci) sulle situazioni di criticità presenti in alcune realtà e sulle misure da applicare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Sui minori non accompagnati richiedenti asilo: si ribadisce quanto riportato nella nota 1424 del 18 febbraio, quindi la copertura finanziaria per l’accoglienza di questa categoria oltre il 2 marzo. Si preannuncia un approfondimento attraverso una nota congiunta Ministero dell’interno/Ministero del Lavoro che arriverà nei prossimi giorni.

Sulle categorie vulnerabili: si chiarisce cosa si intende per vulnerabili e si allarga tale categoria anche alle famiglie con bambini/e. Per queste categorie l’accoglienza continuerà anche dopo il 2 marzo 2013. Sulle risorse si specifica che saranno disponibili non appena sarà completata la rilevazione dei fondi già spesi,  sulla base delle presenze al 21 febbraio.

Altre categorie: la circolare specifica che avranno diritto all’accoglienza dopo il 2 marzo anche le persone in attesa di essere ascoltate dalle commissioni territoriali, coloro che sono in attesa per ricorso, quanti aspettano ancora il permesso di soggiorno e il titolo di viaggio.

La frase che chiude la circolare lascia aperta la possibilità di prorogare, per un periodo limitato e da concordare caso per caso, la presenza dei profughi esclusi da queste categorie. Si dice infatti: “Inoltre, le prefetture che hanno segnalato la necessità di completare le procedure relative alla c.d. “misure per favorire percorsi d’uscita”, dovranno comunicare il numero di persone interessate alla data del 2 marzo 2013 e il tempo occorrente alla loro definizione.”

link della circolare del 1 marzo: Chiusura emergenza umanitaria nota 1 marzo 2013

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Emergenza Nord Africa: terminata il 31 dicembre (e prorogata di due mesi)

I prefetti, che dal 1° gennaio 2013 sono subentrati nella gestione ordinaria, garantiranno agli stranieri ancora presenti un’accoglienza mirata a una progressiva loro uscita dal sistema anche attraverso programmi di rimpatrio volontario e assistito

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Il 31 dicembre è terminata la fase emergenziale decretata per l’elevato flusso migratorio proveniente dal Nord Africa a seguito della ‘primavera araba’.

L’intervento umanitario messo in atto dal Governo italiano è stato gestito attraverso la nomina di un commissario delegato per l’emergenza nella persona del capo dipartimento della Protezione civile supportato dal ministero dell’Interno, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dalle regioni, dall’Upi e dall’Anci ed ha riguardato sia i 28.123 stranieri giunti nel 2011 dalla Tunisia a seguito della crisi politica di quel Paese,  sia i 28.431 provenienti dalla Libia conseguentemente ai noti eventi bellici, sia altri 6.000 stranieri provenienti dal Mediterraneo orientale.

Su tutto il territorio nazionale è stata attivata un’accoglienza diffusa, con punte massime di oltre 26.000 profughi, nonché l’esame di oltre 39.000 richieste di asilo da parte delle Commissioni territoriali e delle loro Sezioni per il riconoscimento della protezione internazionale.

La conclusione degli interventi straordinari – voluta dal legislatore non solo relativamente a questo stato di emergenza ma a tutti quelli in essere al 31 dicembre 2012 – non si concretizzerà nell’abbandono di quelle persone ancora bisognose di protezione, con particolare riferimento a coloro che devono veder definita la loro procedura e a quelli che sono in attesa del rilascio di un permesso umanitario della durata di un anno che consente di svolgere un’attività lavorativa. Continua a leggere…

La Commissione nazionale per il diritto di asilo e le commissioni territoriali

Organo centrale di coordinamento delle Commissioni territoriali che esaminano le richieste di riconoscimento dello “status di rifugiato”

La Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo

Ha compiti di indirizzo e coordinamento delle Commissioni territoriali, di formazione e aggiornamento dei componenti delle medesime commissioni e di raccolta di dati statistici. Ha poteri decisionali in tema di revoche e cessazione degli status concessi.

Le Commissioni Territoriali per il Riconoscimento DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

Esaminano in modo decentrato le istanze di riconoscimento dello “status di rifugiato”.

Cenni storici

Il primo organismo in Italia che si è occupato della procedura di eleggibilità e del riconoscimento dello “status di rifugiato” è stata la Commissione paritetica di eleggibilità (Cpe).
Questo organismo è stato istituito, con uno scambio di note tra il Governo italiano e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, il 22 luglio 1952 e ufficialmente sancito con un decreto interministeriale del 24 novembre 1953.

In seguito, la Legge Martelli (Dl.416/89, convertito con modificazioni nella legge 39/90 sulle “Norme urgenti in materia di asilo politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello Stato”), ha fatto cessare nell’ordinamento interno gli effetti della dichiarazione della limitazione geografica disponendo inoltre che il Governo, entro 60 giorni, procedesse al riordino degli organi e delle procedure per l’esame delle richieste di riconoscimento dello “status di rifugiato”.

La Bossi-Fini (legge 189/2002 “Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo”, al capo II “Disposizioni in materia di asilo”) ha apportato sostanziali modifiche alla precedente normativa.
La Commissione centrale per il riconoscimento dello “status di rifugiato” è stata inoltre trasformata in “Commissione nazionale per il diritto di asilo” e,con un decentramento dell’esame delle richieste di asilo, ha istituito le Commissioni territoriali.

La nuova normativa è stata completata con l’entrata in vigore del regolamento di attuazione (Dpr “Regolamento relativo alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica in data 22 dicembre 2004) che disciplina le varie fasi della procedura, il funzionamento dei Centri di identificazione, le funzioni della Commissione nazionale per il diritto di asilo e delle Commissioni territoriali.

L’impianto organizzatorio tracciato dalla Legge Bossi-Fini per quanto concerne le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato, è stato sostanzialmente confermato anche dal D. Lgs. n. 25 del 28 gennaio 2008, con il quale è stata data attuazione, nel nostro ordinamento, alla direttiva 2005/85/CE. Infatti, anche il predetto Decreto ha conservato le Commissioni Territoriali – ora denominate Commissioni Territoriali per il Riconoscimento della Protezione Internazionale e, con successivo D.M. in data 6 marzo 2008 istituite in numero di dieci – e la Commissione Nazionale con compiti essenzialmente di indirizzo e coordinamento e formazione dei componenti delle Commissioni Territoriali, nonché di esame per i casi di cessazione e revoca degli status concessi.

 Il nuovo assetto normativo in materia di asilo, si è poi completato con l’emanazione del D. Lgs n. 251 del 19 novembre 2007 che, in attuazione della direttiva 2004/83/CE in materia di definizione dei criteri per l’attribuzione della qualifica di rifugiato all’interno dei Paesi membri, ha introdotto nel nostro ordinamento la protezione internazionale, articolandola nelle due forme di riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, entrambe attribuibili dalle Commissioni Territoriali a seguito di esame delle singole istanze di riconoscimento e, soprattutto, a seguito di un colloquio individuale con il richiedente asilo.

Sedi e competenze delle Commissioni territoriali

GORIZIA: competenza sulle domande presentate nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige

MILANO: competenza sulle domande presentate nella regione Lombardia

ROMA: competenza sulle domande presentate nelle regioni (*) Lazio, Sardegna e Umbria

FOGGIA: competenza sulle domande presentate nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani

SIRACUSA: competenza sulle domande presentate nelle province (**) di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Catania

CROTONE: competenza sulle domande presentate nelle regioni Calabria e Basilicata

TRAPANI: competenza sulle domande presentate nelle province di Agrigento, Trapani, Palermo, Messina, Enna

BARI: competenza sulle domande presentate nelle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto

CASERTA: competenza sulle domande presentate nelle regioni Campania, Molise, Abruzzo e Marche

TORINO: competenza sulle domande presentate nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte,Liguria, Emilia Romagna, Toscana (*)

Ai sensi del D.M. 14.1.2010 la sede distaccata di Bologna ha la competenza territoriale per le province dell’Emilia-Romagna e della provincia di Prato

(*) Le province della Toscana, con D.M. attribuite alla competenza della C.T. di Roma, sono state assegnate, con provvedimento del Presidente della C.N., alla C.T. di Torino fino al 31.12.2011

(**) Dal 14.10.2008 al 25.4.2011 una sezione di Siracusa aveva la competenza territoriale per i richiedenti ospitati nel C.A.R.A. Dal 26.4.2011 tale competenza è stata attribuita alla sezione di Mineo (CT)

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