Arci Numero Verde

Numero Verde per i richiedenti asilo e rifugiati : 800 905 570

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I MIGRANTI SBARCATI A LAMPEDUSA NON VOGLIONO ESSERE IDENTIFICATI IN ITALIA E NON C’E’ DA STUPIRSI!

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foto da: ansa.it

In Italia il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ha attualmente la disponibilità di circa 5mila posti: troppo pochi a fronte degli aventi diritto (solo nel 2012 – anno tra l’altro in cui si è registrata una brusca diminuzione – le domande d’asilo presentate ammontavano a 15.710).

La maggior parte dei richiedenti asilo e titolari di una forma di protezione non gode di un’accoglienza di qualità e i migranti che arrivano ne sono sempre più consapevoli.

Quindi perché stupirsi? L’Italia, sebbene registri uno dei tassi più alti di riconoscimento, non ha dato sostanza alla protezione che offre sulla carta. L’Italia non è un paese a misura di rifugiato ed è comprensibile che chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e a cimentarsi in viaggi fatti di soprusi e violenze, lotti per raggiungere una meta più sicura.

I migranti sono riusciti ad ottenere che non venissero prese loro le impronte sull’isola: hanno vinto la loro piccola battaglia.

L’Italia ha perso. Ha perso in partenza. L’Italia perde ogni volta che non garantisce i diritti fondamentali di queste persone. L’Italia perde ogni volta che permette che rifugiati e rifugiate siano costrette a dormire nelle stazioni, sotto i ponti e i sottopassaggi, nelle occupazioni senza luce e senza acqua. L’Italia perde ogni volta che permette che la procedura per il riconoscimento dello status duri anni, ogni volta che si intoppa la macchina dei rinnovi, ogni volta che i comuni negano l’iscrizione anagrafica.

L’Italia ha perso perché è un paese da attraversare e non nel quale restare.

E perde la nostra democrazia perché nega diritti fondamentali, produce ingiustizie e alimenta il razzismo.

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Cittadinanza e voto. “L’Italia sono anch’io” ci riprova in Parlamento

l'italia sono anch'ioLe due proposte di legge di iniziativa popolare, che hanno raccolto 100 mila firme ciascuna, ricominciano il loro cammino alla Camera. Miraglia (Arci): “Sta ai nuovi deputati sostenerle, l’aria è cambiata e abbiano il dovere di provarci”

Roma – 26 marzo 2013 –  Con il nuovo Parlamento continua l’avventura delle due proposte di legge di iniziativa popolare della campagna “L’Italia sono anch’io” per la riforma della cittadinanza e il diritto di voto.

Presentate un anno fa alla Camera, forti di oltre centomila firme ciascuna (il doppio di quante ne servivano) raccolte per le strade e nelle piazze d’Italia, non sono decadute quando è stato sciolto il Parlamento. Il regolamento di Montecitorio permette infatti alle proposte di legge popolare di “sopravvivere” per due legislature, senza bisogno di essere presentate di nuovo.

Cittadinanza e voto
Ecco, allora, di nuovo in pista le “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza” (A.C. 9)” e le “Norme per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità” (A.C. 10), pronte ad essere assegnate alle commissioni, appena verranno costituite.

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