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I MIGRANTI SBARCATI A LAMPEDUSA NON VOGLIONO ESSERE IDENTIFICATI IN ITALIA E NON C’E’ DA STUPIRSI!

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foto da: ansa.it

In Italia il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ha attualmente la disponibilità di circa 5mila posti: troppo pochi a fronte degli aventi diritto (solo nel 2012 – anno tra l’altro in cui si è registrata una brusca diminuzione – le domande d’asilo presentate ammontavano a 15.710).

La maggior parte dei richiedenti asilo e titolari di una forma di protezione non gode di un’accoglienza di qualità e i migranti che arrivano ne sono sempre più consapevoli.

Quindi perché stupirsi? L’Italia, sebbene registri uno dei tassi più alti di riconoscimento, non ha dato sostanza alla protezione che offre sulla carta. L’Italia non è un paese a misura di rifugiato ed è comprensibile che chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e a cimentarsi in viaggi fatti di soprusi e violenze, lotti per raggiungere una meta più sicura.

I migranti sono riusciti ad ottenere che non venissero prese loro le impronte sull’isola: hanno vinto la loro piccola battaglia.

L’Italia ha perso. Ha perso in partenza. L’Italia perde ogni volta che non garantisce i diritti fondamentali di queste persone. L’Italia perde ogni volta che permette che rifugiati e rifugiate siano costrette a dormire nelle stazioni, sotto i ponti e i sottopassaggi, nelle occupazioni senza luce e senza acqua. L’Italia perde ogni volta che permette che la procedura per il riconoscimento dello status duri anni, ogni volta che si intoppa la macchina dei rinnovi, ogni volta che i comuni negano l’iscrizione anagrafica.

L’Italia ha perso perché è un paese da attraversare e non nel quale restare.

E perde la nostra democrazia perché nega diritti fondamentali, produce ingiustizie e alimenta il razzismo.

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In Italia diminuiscono le richieste di asilo.Il nostro Paese conferma la tendenza a respingere le persone in cerca di protezione

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Le richieste di asilo in Italia nel corso del 2012 sono diminuite della metà, a fronte di una crescita che in alcuni paesi europei ha raggiunto anche il 41 %: questo il quadro presentato dal rapporto sulle domande d’asilo nei paesi industrializzati pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).

I dati rappresentano l’ennesima conferma di un Paese che respinge chi chiede protezione sia impedendo l’accesso sul territorio nazionale che, per i pochi che riescono a metter piede in Italia, rendendo complesso l’accesso alle procedure per la richiesta di protezione.

Il rapporto diffuso parla chiaro: il numero di domande di asilo in Italia è sceso a 15.700, meno della metà del 2011, a fronte delle 64.500 – quattro volte di più – della Germania.

Questo brusco calo è specchio della qualità di un sistema che non garantisce il diritto d’asilo. Il modo in cui è stata gestita l’Emergenza Nord Africa ne è la dimostrazione: a un mese dalla fine delle misure adottate per far fronte all’emergenza sono ancora migliaia le persone che aspettano di sapere che fine faranno. L’Italia è un paese che di fatto migranti e richiedenti asilo evitano, consapevoli del fatto che chi chiede asilo ha molte possibilità di finire per strada.

Si tratta di uno dei capitoli più tragici della stagione della guerra ai migranti che speriamo questo Paese possa chiudere presto. Il primo atto concreto in questa direzione deve essere una legge quadro per il diritto d’asilo, con un fondo nazionale che consenta un’accoglienza dignitosa per tutti i richiedenti asilo, come prevede la legge e come avviene nella gran parte dei Paesi europei.

Su questo chiediamo oggi un impegno preciso alle forze che siedono in Parlamento e al prossimo governo.

Regolamento (CE) n. 343/2003 – Dublino II

Riportiamo un utile link contenente il testo del regolamento Dublino II (Regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio dell’Unione Europea) in 22 lingue.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32003R0343:EN:NOT

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